Cersaie 2026 si è conclusa confermando la propria solidità e il ruolo di riferimento internazionale per l’industria ceramica, il design e l’architettura.
La 43ª edizione, ospitata a BolognaFiere dal 21 al 25 settembre, ha registrato 92.352 presenze, con una flessione contenuta del 2,4% rispetto al 2025. Particolarmente significativo rimane il peso internazionale della manifestazione: 44.500 visitatori provenienti dall’estero, pari al 48,2% del totale, e 233 espositori internazionali da 24 Paesi.
I 16 padiglioni, distribuiti su 145.000 metri quadrati, hanno accolto complessivamente 595 aziende, tra produttori di piastrelle ceramiche, arredobagno, materie prime, nuove superfici, tecnologie e servizi.
Numeri che assumono particolare valore in una fase complessa per l’industria, caratterizzata da costi energetici elevati, pressioni sulla competitività e incertezza negli scambi internazionali. In questo scenario, la capacità di Cersaie di mantenere livelli di partecipazione sostanzialmente stabili conferma la centralità della manifestazione come luogo di incontro tra industria, mercato e progettazione.
Ma Cersaie non rappresenta soltanto un osservatorio commerciale. Anche l’edizione 2026 ha mostrato come il settore stia ridefinendo il concetto stesso di superficie ceramica, attraverso una ricerca sempre più orientata a materia, tridimensionalità, percezione tattile, profondità e interazione con la luce.
INDICE
- Cersaie 2026: un settore solido che continua a investire in innovazione
- Il valore del Made in Italy nell’industria ceramica
- Dalla grafica alla materia: come stanno evolvendo le superfici ceramiche
- Superfici ceramiche sempre più materiche, profonde e sensoriali
- La ricerca Sicer a Cersaie 2026: struttura, finitura e profondità
- UNDERSKIN: costruire la tridimensionalità a partire dalla struttura
- NEXT: materia, tattilità e controllo della riflessione
- IPOGEO: dalla materia naturale alla reinterpretazione ceramica
- Oltre Cersaie 2026: nuove direzioni per le superfici ceramiche
- FAQ
Cersaie 2026: un settore solido che continua a investire in innovazione

Uno dei temi emersi con maggiore chiarezza dalla manifestazione riguarda il rapporto tra competitività e capacità di innovazione.
Il tema energetico, al centro del convegno di apertura “Energia sostenibile per la competitività”, rimane una delle principali sfide per l’industria ceramica. L’aumento dei costi energetici e delle quote ETS incide infatti direttamente sulla capacità delle aziende di mantenere elevati livelli di investimento e competere sui mercati internazionali.
Parallelamente, la forte presenza di buyer internazionali, operatori, progettisti e professionisti conferma quanto ricerca e innovazione continuino a rappresentare strumenti fondamentali per differenziare il prodotto ceramico.
In questo contesto, la superficie assume un ruolo sempre più centrale: non più semplice supporto della decorazione, ma risultato di un sistema nel quale materia, tecnologia applicativa, struttura e prestazioni devono essere sviluppate in modo integrato.
Il valore del Made in Italy nell’industria ceramica
In uno scenario internazionale segnato da costi energetici elevati, instabilità dei mercati e nuove sfide competitive, il Made in Italy continua a rappresentare un elemento distintivo per l’industria ceramica.
Come sottolineato da Gianfranco Padovani, Presidente di Sicer, nell’intervista rilasciata a Ceramicanda durante Cersaie 2026, la forza del settore italiano risiede soprattutto nel patrimonio di competenze e nella capacità di innovare. Anche a fronte di una riduzione dei volumi produttivi, la creazione di valore rimane un fattore centrale per la competitività della ceramica italiana.
In questo contesto, ricerca, know-how e sviluppo tecnologico assumono un ruolo fondamentale: competenze che permettono alle aziende di differenziarsi e continuare a proporre nuove soluzioni ai mercati internazionali.
Dalla grafica alla materia: come stanno evolvendo le superfici ceramiche
Uno dei segnali più evidenti emersi a Cersaie 2026 riguarda l’evoluzione del linguaggio materico. La capacità della ceramica di reinterpretare marmo, pietra, cemento e altre superfici naturali rimane centrale, ma la fedeltà non viene più ricercata esclusivamente attraverso grafica e colore.
Il progetto della superficie coinvolge sempre più rilievo, texture, profondità, tattilità e risposta alla luce. La struttura può seguire la decorazione, enfatizzarla oppure diventare essa stessa parte dell’identità del materiale.
La tridimensionalità assume quindi un ruolo progettuale sempre più importante: introduce variazioni di luce e ombra, modifica la percezione della superficie e contribuisce a costruire un risultato più realistico e sensoriale.
Questa evoluzione si inserisce in una tendenza più ampia che porta la ceramica verso superfici da osservare, toccare e percepire, nelle quali estetica e tecnologia diventano sempre meno separabili.
Superfici ceramiche sempre più materiche, profonde e sensoriali

Il tema della materia ha attraversato non soltanto le proposte espositive, ma anche il programma culturale di Cersaie 2026.
Gli incontri dedicati ad architettura, design, cultura del progetto e nuove applicazioni della ceramica hanno confermato un interesse crescente verso materiali capaci di creare una relazione più complessa con lo spazio.
La superficie diventa così un elemento attivo: la texture determina il comportamento della luce, il rilievo introduce profondità, la finitura modifica riflessione e tattilità, mentre grafica e colore completano la percezione complessiva.
Non si tratta quindi di aggiungere semplicemente un effetto decorativo, ma di progettare la materia attraverso più livelli di intervento.
È proprio all’interno di questa evoluzione che possiamo leggere anche le soluzioni presentate da Sicer a Cersaie 2026.
La ricerca Sicer a Cersaie 2026: struttura, finitura e profondità
La presenza di Sicer a Cersaie 2026 ha portato in fiera differenti interpretazioni della superficie ceramica contemporanea, accomunate da un elemento: la ricerca sulla materia e sulla profondità.
Tra le soluzioni protagoniste, UNDERSKIN, NEXT e IPOGEO intervengono infatti sulla superficie secondo logiche differenti.
UNDERSKIN lavora sulla costruzione della struttura e del rilievo fin dalle prime fasi del processo produttivo.
NEXT interviene sulla finitura, lavorando sul rapporto tra matericità, tattilità e controllo della riflessione.
IPOGEO, sviluppato nel dialogo con la materia naturale, esplora invece il rapporto tra profondità del marmo e reinterpretazione ceramica.
Tre approcci differenti che raccontano una stessa direzione di ricerca: superare una concezione puramente grafica della superficie per lavorare sulla sua dimensione fisica, percettiva e materica.
UNDERSKIN: costruire la tridimensionalità a partire dalla struttura

Tra le direzioni emerse con maggiore forza a Cersaie 2026, la tridimensionalità conferma il passaggio da una superficie prevalentemente grafica a una superficie progettata anche nella sua dimensione fisica.
In questo scenario si inserisce UNDERSKIN, la tecnologia applicativa Sicer che lavora sulla struttura fin dalle prime fasi del processo. Il rilievo non viene quindi concepito come un elemento aggiunto alla decorazione, ma come parte della costruzione stessa della superficie.
È un approccio particolarmente significativo nelle interpretazioni di pietre e materiali naturali, dove la profondità non dipende esclusivamente dal disegno delle venature, ma anche dalla relazione tra struttura, grafica e materia.
UNDERSKIN rappresenta così una delle possibili risposte alla crescente attenzione del settore verso superfici ceramiche capaci di acquisire maggiore profondità e identità materica attraverso il controllo del rilievo. A Cersaie 2026, Sicer l’ha presentata proprio come tecnologia pensata per ampliare il dialogo tra struttura, decorazione e materia.
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NEXT: materia, tattilità e controllo della riflessione
Accanto alla tridimensionalità, Cersaie 2026 ha confermato l’interesse verso superfici in cui la percezione della materia dipende anche dal modo in cui la finitura interagisce con luce e tatto.
In questa direzione si colloca NEXT Surfaces, che interpreta la superficie materica attraverso un diverso livello di intervento: non la costruzione del rilievo, ma il controllo della finitura e della sua risposta percettiva.
Le micrograniglie calibrate alla base della tecnologia consentono di sviluppare superfici matt, antiriflesso e dall’aspetto naturale, nelle quali la riduzione della riflessione contribuisce a rendere più leggibili texture, colore e struttura.
Il valore progettuale di NEXT, all’interno del racconto di Cersaie, sta quindi nell’equilibrio tra matericità, uniformità visiva e qualità tattile. Una direzione coerente con una ceramica sempre più orientata verso superfici sensoriali, nelle quali l’effetto estetico nasce dall’interazione tra materia e percezione.
IPOGEO: dalla materia naturale alla reinterpretazione ceramica

Una terza direzione riguarda il rapporto tra materia naturale e progetto ceramico.
Con IPOGEO by Margraf, presentato nello spazio Sicer a Cersaie 2026, il punto di partenza è Alma Fuoco, marmo italiano proveniente da una cava di proprietà esclusiva Margraf. Sicer ne rielabora il linguaggio attraverso la tecnologia ceramica e differenti finiture, tra cui la superficie IPOGEO.
Il progetto introduce una riflessione diversa rispetto a UNDERSKIN e NEXT. In questo caso la ricerca non parte soltanto da una tecnologia applicativa, ma dall’osservazione della materia naturale e dalla volontà di tradurne carattere, profondità e qualità percettive in un nuovo linguaggio ceramico.
IPOGEO diventa così un esempio di come la ceramica contemporanea possa superare il concetto di semplice imitazione del marmo: la materia naturale diventa riferimento progettuale da interpretare attraverso ricerca, finitura e tecnologia.
È proprio questo dialogo tra marmo e ceramica a rendere il progetto coerente con una delle tendenze più interessanti emerse a Cersaie: la ricerca di superfici che mantengano un forte legame con la materia originaria, pur sviluppando una propria identità.
Oltre Cersaie 2026: nuove direzioni per le superfici ceramiche
Cersaie 2026 ha confermato una direzione chiara: la superficie ceramica viene progettata sempre più attraverso materia, tridimensionalità, finitura e percezione tattile.
In questo scenario, UNDERSKIN, NEXT e IPOGEO rappresentano tre approcci differenti alla ricerca sulla superficie, accomunati dalla volontà di ampliare le possibilità espressive e tecniche della ceramica.
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FAQ
Tra le direzioni emerse durante Cersaie 2026 si conferma l’interesse verso superfici materiche e tridimensionali, texture, rilievi e finiture capaci di valorizzare il rapporto tra materia, luce e percezione tattile. La progettazione ceramica tende così a integrare sempre più dimensione grafica e caratteristiche fisiche della superficie.
Il rilievo introduce una dimensione fisica che modifica il modo in cui la superficie viene percepita. Struttura, luce e ombra possono contribuire alla profondità del materiale e dialogare con grafica e finitura, ampliando le possibilità progettuali della ceramica..
Attraverso una fase di validazione che verifica la risposta della formulazione nelle condizioni reali di produzione. La messa a punto riguarda variabili come supporto, grammatura, asciugatura e configurazione della linea, con l’obiettivo di garantire continuità e ripetibilità.
Tra le soluzioni protagoniste della presenza Sicer a Cersaie 2026 figurano UNDERSKIN, NEXT e IPOGEO, tre progetti che affrontano il tema della materia da prospettive differenti: struttura tridimensionale, finitura e percezione della superficie, reinterpretazione ceramica della materia naturale.
La ricerca non riguarda più soltanto la riproduzione di colore e grafica. Texture, rilievo, profondità, finitura e risposta alla luce contribuiscono sempre più alla reinterpretazione ceramica di pietre, marmi e altre materie naturali, con l’obiettivo di costruire superfici più articolate dal punto di vista visivo e tattile.
La ricerca permette di mettere in relazione materiali, formulazioni e tecnologie applicative con gli obiettivi estetici e tecnici del progetto. Il passaggio dalla sperimentazione alla produzione richiede inoltre di valutare le soluzioni in relazione alle condizioni industriali nelle quali verranno utilizzate.



